La Relazione annuale OAM 2025 restituisce, sul fronte del credito alle imprese, un segnale chiaro: dopo una lunga fase di contrazione, il mercato ha cambiato direzione. A novembre 2025 i prestiti alle società non finanziarie risultavano in crescita dell’1,8% su base annua, contro la flessione del 3,6% registrata a novembre 2024. In dodici mesi il quadro è quindi passato da una significativa riduzione a una dinamica positiva, con uno scarto di 5,4 punti percentuali.
Non siamo ancora di fronte a un’espansione impetuosa del credito, ma il cambio di segno è importante. Il 2025 dimostra infatti che l’allentamento della politica monetaria ha iniziato a trasmettersi con maggiore efficacia all’economia produttiva, dopo un 2024 nel quale la riduzione dei tassi non aveva ancora prodotto una vera inversione dei finanziamenti a imprese e famiglie.
Il dato più evidente riguarda il costo dei nuovi prestiti. Il tasso medio applicato alle società non finanziarie è sceso dal 4,53% di novembre 2024 al 3,52% di novembre 2025, con una riduzione superiore a un punto percentuale. Il beneficio ha riguardato sia le operazioni fino a un milione di euro, passate dal 5,07% al 4,10%, sia quelle di importo superiore, scese dal 4,15% al 3,16%.
È proprio il confronto tra queste due fasce a offrire uno degli spunti più interessanti per il mercato B2B. Nonostante il calo generalizzato dei tassi, le operazioni fino a un milione di euro continuano a costare circa 94 punti base in più rispetto ai finanziamenti di importo superiore. La discesa del costo del denaro ha quindi migliorato le condizioni complessive, ma non ha eliminato le differenze nell’accesso al credito.
Per il tessuto imprenditoriale italiano questo significa che la nuova fase di mercato apre opportunità, ma continua a premiare la qualità dell’operazione. Non basta che i tassi scendano: diventano decisivi la corretta rappresentazione del fabbisogno finanziario, la coerenza tra durata del finanziamento e obiettivi aziendali, la capacità di sostenere il rimborso attraverso i flussi di cassa e la scelta dell’interlocutore finanziario più adatto.
In questo scenario assume rilievo anche l’evoluzione del mercato della mediazione creditizia nel suo complesso.
I numeri della mediazione creditizia
| Indicatore | 2024 | 2025 | Δ anno su anno | Δ % |
| Mediatori creditizi iscritti | 338 | 343 | +5 | +1,5% |
| Collaboratori dei Mediatori creditizi | 8.384 | 8.738 | +354 | +4,2% |
Il dato più interessante non è tanto l’aumento del numero delle società di mediazione, che rimane contenuto al +1,5%, quanto la crescita delle reti professionali. I collaboratori dei Mediatori creditizi aumentano infatti del 4,2% in un solo anno, passando da 8.384 a 8.738 unità. La rete cresce quindi a un ritmo quasi triplo rispetto al numero degli operatori iscritti.
Il 2025, dunque, non segna soltanto il ritorno del segno positivo nel credito alle imprese. Segna il passaggio da un mercato dominato quasi esclusivamente dal costo del denaro a uno in cui torna centrale la qualità della struttura finanziaria. Ed è su questo terreno che si giocherà la vera sfida dei prossimi mesi.
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