La realizzazione o il rilancio di un parco fotovoltaico richiede una struttura finanziaria solida, tempi coerenti con lo sviluppo dell’impianto e un’attenta valutazione dei flussi di cassa attesi. In questo contesto, la finanza di progetto rappresenta uno strumento particolarmente efficace per sostenere investimenti nel settore delle energie rinnovabili, sia per nuovi impianti sia per interventi di revamping su impianti esistenti.
Una delle caratteristiche distintive di queste operazioni è la possibilità di costituire una società veicolo dedicata, la cosiddetta SPV – Special Purpose Vehicle. All’interno della SPV viene conferito l’impianto fotovoltaico e su tale società viene strutturato il finanziamento. Questa impostazione consente di separare il progetto dalle altre attività dell’impresa, migliorare il monitoraggio nel tempo dei flussi generati dall’investimento e rendere più agevole, in futuro, l’eventuale cessione della società a soggetti terzi.
Il finanziamento può essere destinato a SPV, PMI e Large Corporate operanti in Italia, con tagli indicativi generalmente compresi tra 1,5 e 5 milioni di euro; per importi superiori è possibile valutare operazioni in pool con altre banche. La struttura prevede normalmente un tasso variabile, una durata massima indicativa fino a 14-15 anni per impianti già realizzati e un periodo di preammortamento fino a 18 mesi, utile per accompagnare la fase iniziale dell’investimento. Il rimborso può essere strutturato con rate semestrali, in coerenza con la generazione dei flussi del progetto.
Un elemento rilevante riguarda anche la gestione dell’IVA: la linea IVA può essere finanziata con un’operazione separata, della durata indicativa di 36 mesi, così da rendere più efficiente la pianificazione finanziaria complessiva dell’intervento.
La bancabilità dell’operazione dipende da diversi fattori: solidità dello sponsor, track record nel settore, stato autorizzativo dell’impianto, qualità dei ricavi attesi, presenza di contratti di vendita dell’energia, rapporti con il GSE e adeguata canalizzazione dei flussi. Sono generalmente preferiti progetti ready to build, con autorizzazioni già ottenute o prossimi alla realizzazione, ma possono essere valutati anche impianti già in esercizio, inclusi interventi di revamping con eventuale estinzione di finanziamenti preesistenti, ove coerenti con struttura e merito creditizio.
Tra i presidi normalmente richiesti possono rientrare fideiussioni dei soci, garanzie sull’impianto, ipoteca sui terreni, pegno sul conto corrente dedicato, assicurazioni e strumenti di copertura del rischio tasso. Un ulteriore vantaggio è rappresentato dall’assenza di richiesta del Fondo di Garanzia MCC, caratteristica che può rendere il finanziamento compatibile anche in presenza di bandi di finanza agevolata collegati al PNRR.
FINTECH MEDIA FINANCE affianca le imprese nella verifica preliminare della bancabilità, nella strutturazione dell’operazione e nel dialogo con gli istituti finanziatori, con l’obiettivo di trasformare un progetto energetico in un investimento sostenibile e finanziabile.
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