Nel mercato del credito alle imprese esiste un dato che colpisce più di altri: secondo il Rapporto OAM-Prometeia 2026, il canale delle reti terze rappresenta oggi una quota ancora minoritaria, pari a circa il 2% del mercato dei finanziamenti verso le imprese, quasi interamente riconducibile ai Mediatori creditizi. È un numero che, letto superficialmente, potrebbe sembrare marginale. In realtà, racconta molto bene il punto in cui si trova oggi il settore: il corporate resta un mercato ancora poco intermediato da reti specializzate, ma proprio per questo rappresenta uno spazio di crescita ad alto valore aggiunto.
Il Rapporto evidenzia infatti che il credito alle imprese non può essere affrontato con le stesse logiche del retail. Le esigenze delle aziende sono più complesse, meno standardizzabili e sempre più legate non solo all’accesso al finanziamento, ma alla capacità di costruire soluzioni coerenti con il profilo economico, patrimoniale e strategico dell’impresa. Per questo motivo, banche e intermediari stanno ripensando i propri modelli di servizio, cercando assetti più efficaci, meno dipendenti dal solo ricorso alle garanzie pubbliche e più orientati a competenze specialistiche, offerta ampia e reale multicanalità.
È proprio qui che il ruolo dei professionisti del credito può assumere un significato nuovo. Lo studio OAM-Prometeia sottolinea con chiarezza che, nel mercato imprese, contano più le competenze che le dimensioni. Non basta distribuire un prodotto: occorre saper leggere il bilancio, comprendere il fabbisogno finanziario, interpretare il business del cliente e dialogare in modo credibile con il sistema bancario. In questo senso, la specializzazione non è un elemento accessorio, ma la vera condizione di ingresso e di successo. Non a caso, il rapporto osserva che i modelli pienamente digitali non hanno dato i risultati sperati e che i modelli davvero efficaci e redditizi sono ancora poco diffusi, anche a causa delle elevate barriere all’ingresso.
Anche sul piano operativo, il corporate conferma tutta la sua complessità. Il Rapporto rileva che, tra il primo contatto con il cliente e l’erogazione del credito, nel comparto imprese trascorrono mediamente circa 40 giorni, contro circa 20 giorni nel retail. L’origination delle pratiche, inoltre, nasce soprattutto in modalità open market, attraverso lead prodotti internamente, attività diretta sul territorio dei collaboratori e schemi di partnership. Questo conferma che il valore del mediatore, nel mercato imprese, non è solo commerciale: è consulenziale, organizzativo e relazionale.
Il dato del 2%, quindi, non descrive un limite, ma una frontiera. Dice che nel credito alle imprese c’è ancora ampio spazio per operatori capaci di unire presidio commerciale, competenza tecnica e qualità di esecuzione. Per una società di mediazione creditizia, la sfida non è inseguire i volumi del retail, ma costruire un posizionamento distintivo in un mercato in cui la fiducia si conquista con la specializzazione. Ed è proprio per questo che, oggi, il credito alle imprese appare meno un mercato di massa e sempre più un mercato di professionalità.
FINTECH MEDIA FINANCE è al fianco delle imprese per trasformare il fabbisogno finanziario in un percorso concreto, strutturato e credibile verso il sistema del credito.












