Il credito bancario alle imprese italiane sta mostrando segnali di ripresa. Ma osservando i dati più da vicino emerge un quadro meno uniforme: i finanziamenti crescono nel complesso, mentre le imprese più piccole continuano a registrare una contrazione.
Secondo gli ultimi dati ABI, a luglio 2026 i prestiti alle imprese sono aumentati del 4,1% rispetto all’anno precedente. Ad agosto, considerando complessivamente famiglie e imprese, la crescita dei finanziamenti è stata del 3,4%.
Anche il costo del credito è migliorato: il tasso medio sulle nuove operazioni alle imprese è sceso ad agosto al 3,66%, rispetto al 5,45% di dicembre 2023.
Il quadro cambia però quando si osservano le aziende per dimensione.
Secondo le elaborazioni di Confartigianato, a marzo 2026 i finanziamenti alle piccole imprese risultavano ancora in calo del 4,3% su base annua, mentre quelli destinati alle imprese medio-grandi crescevano del 3,4%.
Ancora più significativo è il dato di lungo periodo: dal 2019 a marzo 2026 i prestiti alle piccole imprese si sono ridotti di circa 34 miliardi di euro, pari al 25,9%.
I periodi di rilevazione non sono perfettamente sovrapponibili, ma il messaggio resta chiaro: la ripresa del credito non interessa tutte le imprese allo stesso modo.
Per una banca, infatti, non conta soltanto la disponibilità generale di liquidità. Pesano soprattutto il merito creditizio dell’azienda, la capacità di generare cassa, la patrimonializzazione, l’indebitamento, l’andamento della Centrale Rischi e la sostenibilità del nuovo debito.
Le imprese più strutturate dispongono spesso di sistemi di controllo finanziario più evoluti e di informazioni più facilmente interpretabili dagli istituti. Nelle realtà più piccole, invece, anche un’azienda economicamente sana può incontrare maggiori difficoltà se il fabbisogno non è correttamente quantificato o se la documentazione non rappresenta in modo chiaro la capacità di rimborso.
Anche il costo del credito può essere molto diverso: a marzo 2026 il tasso medio per il complesso delle imprese era pari a circa il 4,97%, mentre per le aziende di minori dimensioni poteva raggiungere, a seconda del territorio, livelli compresi tra circa 6,5% e oltre 10%.
Per una PMI, quindi, non basta sapere che i tassi medi stanno scendendo o che il credito complessivamente aumenta. La domanda più importante è: come viene valutata la propria azienda dal sistema bancario?
Conoscere il proprio livello di bancabilità, verificare la Centrale Rischi e presentare correttamente fabbisogno e capacità di rimborso può fare una differenza concreta nell’accesso al credito.Vuoi capire come la tua azienda viene valutata dalle banche e quale capacità di finanziamento può esprimere? Fintech Media Finance può effettuare una valutazione preliminare della bancabilità dell’impresa e individuare le soluzioni di credito più coerenti. Contattaci per un primo confronto.












