Il Fondo di Garanzia per le PMI si avvia verso una nuova evoluzione. Dal 2027, infatti, dovrebbe tornare un sistema di coperture graduate in base al profilo di rischio dell’impresa, superando l’attuale impostazione più uniforme per le operazioni di liquidità. L’obiettivo della riforma è rendere il Fondo ancora più selettivo ed efficace, calibrando il livello di garanzia pubblica in funzione della fascia di rischio assegnata all’impresa beneficiaria.
Ad oggi, il Fondo rappresenta uno strumento fondamentale per facilitare l’accesso al credito delle imprese, in quanto non eroga direttamente risorse finanziarie, ma offre una garanzia pubblica alla banca o all’intermediario finanziario, riducendone il rischio. Questo meccanismo consente alle PMI di ottenere più facilmente finanziamenti destinati sia alla liquidità sia agli investimenti.
Secondo l’impostazione prevista per il 2027, per le operazioni assistite da garanziale coperture dovrebbero essere differenziate come segue:
| Fascia di rischio | Liquidità | Investimenti | Altre casistiche |
|---|---|---|---|
| Fascia 1 | 40% | 80% |
80% per start-up, start-up innovative, PMI innovative, microcredito e finanziamenti fino a €100.000; 50% per investimenti nel capitale di rischio. |
| Fascia 2 | 50% | 80% |
80% per start-up, start-up innovative, PMI innovative, microcredito e finanziamenti fino a €100.000; 50% per investimenti nel capitale di rischio. |
| Fascia 3 | 60% | 80% |
80% per start-up, start-up innovative, PMI innovative, microcredito e finanziamenti fino a €100.000; 50% per investimenti nel capitale di rischio. |
| Fascia 4 | 70% | 80% |
80% per start-up, start-up innovative, PMI innovative, microcredito e finanziamenti fino a €100.000; 50% per investimenti nel capitale di rischio. |
| Fascia 5 | Non ammissibile | Non ammissibile / da verificare | Da verificare in base alla specifica misura. |
Per quanto riguarda invece le operazioni di investimento, la copertura dovrebbe restare pari all’80%, indipendentemente dalla fascia di appartenenza dell’impresa. La stessa percentuale dovrebbe continuare ad applicarsi anche a specifiche categorie considerate prioritarie, come start-up, start-up innovative, PMI innovative, microcredito e finanziamenti fino a 100.000 euro. Per le operazioni finalizzate all’investimento nel capitale di rischio, invece, la copertura prevista dovrebbe essere del 50%.
La riforma sembra quindi orientata a concentrare il sostegno pubblico su iniziative imprenditoriali meritevoli, premiando gli investimenti e modulando l’intervento sulle esigenze effettive delle aziende. In questo scenario, sarà sempre più importante per le imprese conoscere il proprio profilo economico-finanziario, comprendere la fascia di valutazione in cui possono rientrare e predisporre in modo corretto la documentazione necessaria per accedere al credito.
Per questo motivo, il ruolo della consulenza diventa centrale: non basta più richiedere un finanziamento, ma occorre strutturarlo in modo adeguato, scegliendo importo, durata, finalità e strumento più coerenti con la situazione aziendale.
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