Factoring, il 2026 parte con il segno più

Factoring, il 2026 parte con il segno più

Il 2026 si apre con indicazioni incoraggianti per il mercato del factoring italiano, che conferma solidità, continuità operativa e una crescente centralità nel sostegno finanziario alle imprese. I dati preliminari di febbraio mostrano infatti un turnover cumulativo pari a 36,69 miliardi di euro, in lieve crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato che, al di là del dato numerico, segnala la capacità del comparto di mantenere stabilità e di continuare a rappresentare uno strumento concreto per accompagnare le aziende nella gestione del credito e della liquidità. 

A rafforzare questo quadro contribuiscono anche gli altri principali indicatori del settore. L’outstanding si attesta a 59,08 miliardi di euro, con una crescita del 2,95%, mentre anticipi e corrispettivi pagati raggiungono quota 47,39 miliardi di euro, in aumento del 4,10%. Si tratta di numeri che evidenziano come il factoring non sia soltanto una soluzione finanziaria consolidata, ma una leva sempre più strategica per sostenere il capitale circolante, migliorare l’equilibrio finanziario e offrire alle imprese maggiore continuità nella pianificazione. 

Un elemento particolarmente significativo riguarda la composizione del mercato. Il pro soluto continua a rappresentare la quota prevalente, con l’81% del turnover e il 77% dell’outstanding. Questo dato conferma una tendenza ormai chiara: le imprese non cercano soltanto strumenti in grado di accelerare l’accesso alla liquidità, ma anche soluzioni che consentano una gestione più evoluta del rischio e una maggiore tutela nella valorizzazione dei crediti commerciali. In un contesto economico in cui la capacità di programmare, proteggere e trasformare il credito in valore diventa sempre più decisiva, il factoring si conferma una risposta efficace e moderna. 

Merita attenzione anche il contributo della Supply Chain Finance, che supera i 4,07 miliardi di euro e arriva a rappresentare l’11% del turnover complessivo, con una crescita del 4,32% rispetto a febbraio 2025. È un segnale importante, perché testimonia quanto il factoring stia evolvendo in chiave sempre più integrata con le esigenze delle filiere produttive, favorendo relazioni più efficienti tra clienti e fornitori e contribuendo a rendere più fluida la circolazione finanziaria lungo tutta la catena del valore. 

Nel complesso, i dati di febbraio consegnano al mercato un messaggio chiaro: il factoring parte nel 2026 con il segno più, confermando il proprio ruolo di supporto reale alla crescita, alla resilienza e alla competitività delle imprese italiane.

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