Negli ultimi tempi si è assistito a un irrigidimento dei flussi di credito, con effetti di vasta portata per l’economia italiana. Il recente inasprimento dei controlli da parte degli istituti di credito, scaturito anche da episodi di irregolarità, sta causando un rallentamento nell’erogazione dei finanziamenti, con ricadute che interessano in particolare le PMI, motore fondamentale della crescita e dell’occupazione nel nostro Paese.
L’adozione di procedure più stringenti, come l’incremento dei requisiti documentali e la revisione dei criteri di valutazione del rischio, ha avuto l’obiettivo di ridurre i casi di finanziamenti inappropriati e il rischio di insolvenze. Tuttavia, questa maggiore cautela ha portato a una riduzione del credito disponibile proprio in un periodo in cui le piccole e medie imprese hanno urgente bisogno di liquidità per sostenere capitale circolante, investimenti e innovazione.
La vicenda di Banca Progetto, pur rappresentando un caso specifico, ha mostrato da campanello d’allarme per l’intero sistema finanziario. L’intervento della Banca d’Italia il 21 marzo 2025, volto a far fronte a gravi irregolarità finanziarie e giudiziarie, ha messo in luce le fragilità di modelli di business troppo dipendenti dai finanziamenti garantiti dallo Stato. Le indagini, che hanno rivelato operazioni sospette e connessioni con ambienti criminali, hanno accelerato il processo di irrigidimento delle politiche creditizie, costringendo non solo le banche digitali ma anche gli istituti tradizionali a rivedere le proprie procedure di concessione del credito.
Questo cambio di paradigma rischia di innescare un vero e proprio “credit crunch”: la difficoltà nel reperire finanziamenti potrebbe tradursi in un aumento delle insolvenze e in una riduzione degli investimenti, con un conseguente impatto negativo sull’occupazione e sulla competitività dell’intero sistema produttivo italiano. Le PMI, che spesso si affidano ai finanziamenti bancari per espandersi e innovare, potrebbero trovarsi a fronteggiare un contesto di mercato particolarmente sfavorevole, dove il credito diventa un bene scarso e costoso.
La sfida per il sistema finanziario è dunque duplice. Da un lato, è indispensabile rafforzare i meccanismi di controllo e vigilanza per evitare che episodi come quello di Banca Progetto si ripetano e minaccino la stabilità del credito. Dall’altro, occorre trovare un equilibrio che permetta alle banche di erogare finanziamenti in modo flessibile e tempestivo, soprattutto alle PMI, senza rinunciare alla prudenza necessaria in un contesto di crescente incertezza economica. In conclusione, sebbene la crisi di Banca Progetto rappresenti un episodio isolato, le sue ripercussioni hanno evidenziato problemi strutturali nel mercato del credito italiano. È necessario un intervento mirato, che coniughi un rafforzamento dei controlli con politiche di sostegno al credito, per garantire che le imprese possano continuare a crescere e a innovare, salvaguardando al contempo la stabilità dell’intero sistema economico.